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Referendum, Zanda: senza contrappesi i pericoli ci sono ma per le modifiche manca il tempo - intervista del Corriere della Sera

08 Settembre 2020

“Finora è mancata la volontà politica perché il taglio dei parlamentari doveva esser l`ultimo atto del processo”

Il senatore Luigi Zanda, che ieri sera si è messo in autoisolamento dopo aver scoperto di essere entrato in contatto con un positivo al Covid, voterà no al referendum.
Può spiegare i motivi?
«Le motivazioni principali sono due. La prima riguarda la mancata rettifica della platea che elegge il presidente della Repubblica, la mancata revisione dei regolamenti parlamentari e infine la mancata approvazione di una legge elettorale. Una legge molto importante perché bisogna impedire che minoranze del Paese, approfittando del ridotto numero dei parlamentari, attraverso marchingegni elettorali, si impossessino di quella maggioranza qualificata che consentirebbe loro di modificare da sole la Costituzione. Sono tre provvedimenti concordati all`atto della formazione del governo non utili ma indispensabili come contrappesi del taglio dei parlamentari».
E la seconda ragione?
«È più di fondo: c`è un nodo irrisolto nella politica italiana che è il rapporto tra parlamentarismo e antiparlamentarismo. Il taglio secco dei parlamentari senza alcun contrappeso può far pendere la bilancia verso l`antiparlametarismo anche al di là della volontà di chi voterà per il sì. Ma ci tengo a dire che la mia posizione non ha nulla a che vedere né con il governo e la sua tenuta né con i rapporti tra i partiti di maggioranza e men che meno con la linea del segretario Zingaretti, tant`è vero che io ho votato a favore della sua relazione».
Ora le forze di maggioranza si sono impegnate ad approvare questi contrappesi.
«Si, pero io noto che mancano poco più di due anni alla fine della legislatura e in mezzo abbiamo il semestre bianco e l`elezione del presidente. E siccome le modifiche dei regolamenti del Parlamento e della platea che elegge il capo dello Stato sono provvedimenti per i quali la Costituzione prevede maggioranze e procedure molto più pesanti rispetto alle leggi ordinarie il tempo che abbiamo è veramente poco. Aggiungiamo anche il fatto che sulla legge elettorale a parole sono tutti d`accordo ma che poi vengono presentate alcune condizioni che prevedono la modifica della Costituzione, come la sfiducia costruttiva posta da Renzi».
Secondo lei il tempo scarseggia?
«Conoscendo la vita parlamentare e vedendo la fiacca con cui anche i partiti che fanno parte della coalizione si sono mossi in questa prima parte credo che sia lecito dubitare. Sa qual è la verità ? Finora è mancata la volontà politica perché il taglio dei parlamentari doveva esser l`ultimo atto del processo».
Scusi, ma lei nel 2008 ha presentato una proposta per il taglio dei parlamentari.
«Sì, ma se oggi il referendum riguardasse la mia proposta io voterei ugualmente no, perché un conto è sottoscrivere un disegno di legge un altro conto è verificare dopo 12 anni i rischi per la mancata approvazione dei contrappesi essenziali. Quindi non c`è da parte mia una contrapposizione al taglio ma al modo in cui viene proposto».


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