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Mirabelli: piazze lanciano un messaggio a Fontana. Carc? Mai con loro - intervista di Affaritaliani.it

22 Giugno 2020

Il senatore del Pd commenta la manifestazione di sabato contro la gestione regionale del Covid e le parole di Sala sullo smartworking



Il senatore Franco Mirabelli è uno degli uomini tradizionalmente più influenti tra i dem milanesi. Politico di lungo corso, già in Regione e oggi in Senato, ex Ds, commenta con Affaritaliani.it Milano la manifestazione di sabato e le frasi di Beppe Sala.

Senatore Mirabelli, dopo la piazza è cambiato qualcosa?
Dalle sue ultime uscite risulta che Fontana finalmente abbia preso atto del problema. Dunque un risultato lo abbiamo ottenuto: Fontana ha preso atto che ci siano stati degli errori nella gestione del Covid. Era pericoloso che Regione non avesse capito che qui c'è stato il tasso di mortalità più alto. Evidentemente contrariamente al Veneto o ad altre regioni il sistema sanitario non è stato in grado di far fronte all'emergenza. E siccome non è sfortuna, non si può dare la colpa al fato, evidentemente qualcosa non ha funzionato. Il negazionismo credo che sia la cosa più grave in assoluto.

Passiamo alla piazza di sabato. Per alcuni andavano chieste le dimissioni, per altri il commissariamento.


Io penso che una classe dirigente dovrebbe prendere atto del proprio fallimento. E' stato un fallimento prima perché il sistema sanitario non era attrezzato, e poi dopo perché durante l'emergenza si è pensato di più a fare politica polemizzando con il governo e a fare conferenze stampa piuttosto che ad affrontare la questione. Ora io sono perché si stia su questo, sui dati. Trovo che commissariamento sia una scorciatoia che ci riporta a un dibattito che viene percepito come ideologico e politicista e che non aiuta a mettere la regione di fronte alle proprie responsabilità. Abbiamo delle occasioni nelle prossime settimane per dire con chiarezza che cosa bisogna fare. Io penso che la legge 23 di Maroni che ha devastato la sanità territoriale debba essere completamente rivista. Quella legge va buttata. 

Però tre piazze e quattro posizioni differenti...
Io mi occupo di una sola manifestazione, quella di piazza Duomo. Notoriamente e tradizionalmente faccio fatica a ritrovarmi nelle altre due. Anzi: non mi ritroverò mai in piazza con i Carc o con gli autonomi. Io penso che in piazza Duomo si sia fatto uno sforzo per costruire una manifestazione in cui potevano esserci tutti coloro che chiedono un cambiamento in Regione Lombardia. Sono stati lungimiranti gli organizzatori a sfumare la proposta del commissariamento e credo che sarebbe stato sbagliato non essere a una manifestazione che al primo punto e come punto fondamentale aveva la critica alla gestione di Regione.

Cambiamo argomento: che cosa ne pensa della frase di Sala sullo smartworking?
Che arrivava dopo la pessima frase di Ichino sulla pubblica amministrazione. Sala penso abbia detto una cosa diversa che ha un senso e sulla quale bisogna discutere. Lo smartworking è stato utile e necessario a garantire lavoro e anche servizi in una fase difficilissima. Noi però abbiamo bisogno di far ripartire tutta l'economia e quindi bisogna tornare ai posti di lavoro. Questa era la preoccupazione. E penso che sia legittima





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