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Musumeci deve venire in Aula Quando verrà attuata la manovra? - intervista a Giuseppe Lupo di LiveSicilia.it

25 Maggio 2020

"Giunta in ritardo su coperture e decreti di attuazione. Pronti alla sfiducia".



di Salvo Toscano


Onorevole Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd, l’ha preparata la mozione di sfiducia a Musumeci?


“Abbiamo formalizzato in conferenza di capigruppo la richiesta che il presidente della Regione venga in aula per riferire dell’attuazione del programma di governo. Se non lo farà, presenteremo la sfiducia. Lo prevede il regolamento dell’Aula che il presidente riferisca”.

Ma cosa rimproverate al presidente della Regione? Il fatto che non viene in Aula?

“Veramente contestiamo il fatto che in due anni e mezzo non ha fatto niente, continua a parlare di riforme ma non ne ha fatta una, questo è un governo che è sprofondato nel pantano e nei mesi più drammatici dell’emergenza coronavirus si è incartato sul rimpasto. E si è spostato sempre più a destra con l’ingresso della Lega ai Beni culturali che ha suscitato un’indignazione popolare perché è un’offesa assegnare a Salvini la difesa e la valorizzazione della cultura e dell’identità siciliana”.

Che ne pensa del nuovo assessore ai Beni culturali?

“Valuteremo il merito del suo operato. Musumeci dovrebbe venire in Aula a presentarlo. Il dato politico, a prescindere da chi ricopre quell’incarico, è l’affidamento di un assessorato così importante, come indicare a Zaia un sicilianista per l’assessorato ai Beni culturali del Veneto. I siciliani non hanno dimenticato insulti e improperi ricevuti in questi anni dai signori Salvini, Borghezio, Bossi. Il loro dna è antimeridionalista ed esprimono una cultura opposta a quella della Sicilia”.

Come valuta la finanziaria regionale?

“Noi pensiamo che il governo abbia sbagliato: prima avrebbe dovuto assicurare la certezza delle coperture, ha scritto invece una finanziaria che ha coperture incerte perché l’intesa con lo Stato non è stata ancora raggiunta. Il governo a questa settimana non ha ancora quantificato esattamente quali siano le risorse europee riprogrammabili, come abbiamo appreso in una seduta della commissione Unione europea. Le coperture della finanziaria sono incerte e noi incalziamo il governo a dare attuazione. Se l’atteggiamento è quello di promettere risorse che non ci sono e poi dare la colpa a Roma che non ci ha dato i soldi, questo non è serio dal punto di vista istituzionale”.

E lo Stato non ha responsabilità in questo ritardo?

“No, i fondi europei sono stati liberati con decisione dell’Unione europea solo qualche settimana fa. Il ministro del Mezzogiorno Provenzano, responsabile dei fondi Poc, fino a qualche giorno fa c ha detto che non ha ricevuto nessuna notizia dal governo regionale per riprogrammare i fondi Poc”.

Ma in generale, secondo lei il governo nazionale sta facendo abbastanza per fronteggiare l’emergenza economica?

“Il massimo che poteva. Ovviamente non è sufficiente quel che fa, perché siamo davanti a uno scenario di guerra, e non ci sono risorse che bastano. L’obiettivo di tenere acceso il motore economico del Paese è un obiettivo raggiunto”.

Sì ma avevamo sentito il presidente del Consiglio promettere una grande ripartenza dei lavori pubblici, dove sono questi cantieri? Se ne parla più?

“Sì, si sta parlando di semplificazione per accelerare i tempi. Tutto questo va coniugato con la possibilità reale di aprire i cantieri. Una cosa è certa: la politica da sola non ce la può fare, serve il concerto di tutte le forze sociali. Su questo dovrebbe impegnarsi il governo nazionale. Intanto, in Sicilia il governo corra per dare attuazione alla finanziaria, per esempio al fondo per i Comuni, sul quale abbiamo messo come Pd 100 milioni in più, e a tutto il resto. Sono passate tre settimane e non c’è una misura attuativa della finanziaria regionale. Abbiamo chiesto al presidente Micicchè un monitoraggio attento sull’attuazione della legge di stabilità. Si valuterà l’istituzione di una commissione speciale sull’attuazione delle leggi, perché succede che il Parlamento legiferi e il governo non attui le leggi”.

Il nuovo segretario del Pd siciliano, l’onorevole Barbagallo, sostiene che il vostro rapporto col Movimento 5 stelle su cui si fonda il governo Conte vada replicato in ogni dove. Lei è d’accordo?

“Assolutamente sì, ci lavoriamo da tempo. Ed è maturata la sintonia col Movimento 5 stelle anche sul merito delle proposte legislative avanzate per esempio durante la finanziaria. Ne cito una: abbiamo fatto una battaglia comune per destinare maggiori risorse all’Oasi di Troina. C’è un colloquio produttivo tra noi. Anche con gli altri gruppi di opposizione, Italia viva e Fava, con loro abbiamo avuto un confronto sulla legge di stabilità. Come opposizione abbiamo tenuto un atteggiamento di grande responsabilità e di proposta, non si capisce perché a un certo punto il presidente della Regione ha deciso di sbattere le porte in faccia e abbandonare la seduta. Il voto segreto? È un alibi. Il voto segreto è stato applicato due volte in tutte le centinaia di votazioni della finanziaria e due volte l’opposizione ha perso. Il governo non può pretendere di dettare le regole del Parlamento, c’è la tripartizione dei poteri nelle democrazie liberali, il Parlamento si autoregolamenta ma non prende ordini dal presidente della Regione. Per il quale, aggiungo, partecipare alle sedute di Palazzo dei Normanni è un dovere, perché è uno dei 70 parlamentari e percepisce l’indennità come gli altri”.

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