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Pd Zanda: “Costituente con tutti i partiti per cambiare forma di Stato” - Intervista de La Stampa

12 Gennaio 2020

C’è un sistema regionale che va rivisto e il bicameralismo perfetto da abolire

A tutti quelli che danno per moribondo il governo ed esaurita la legislatura, Luigi Zanda, che da qualche decennio solca il palcoscenico della politica ai massimi livelli, risponde sfoderando una proposta che può apparire una suggestione: «Serve un`assemblea Costituente con tutte le forze politiche, che cambi la forma di Stato e di governo». Insomma, malgrado si sparino addosso ogni giorno, Salvini, Di Maio, Zingaretti e Renzi potrebbero vestire i panni di padri costituenti. Il tesoriere del Pd sposa poi la decisione del segretario di rifondere il partito, che dovrà aprirsi non solo agli ex scissionisti come Bersani e Speranza, ma anche alle nuove energie civili impersonate dalle Sardine.
Intanto soffermiamoci sulla Costituente. Perché proprio ora?
«Io penso sia giunto il momento di affrontare le grandi questioni guardando oltre: dobbiamo riformare le nostre istituzioni, affrontando i due grandi temi della riforma del governo e dello stato. Vero, non c`è riuscita la commissione Bozzi, poi la commissione D`Alema, la riforma Berlusconi, poi quella di Renzi. Dobbiamo imparare da questa lezione: se vogliamo fare piccoli ritocchi, va bene usare l`articolo 138 della Carta, ma se vogliamo riforme organiche di pezzi della Costituzione, salvando la prima parte, abbiamo bisogno di un`Assemblea costituente. C`è un sistema regionale che va rivi- sto, il bicameralismo perfetto che va abolito…».
Ma con partiti così antagonisti come pensa che si possa fare un`operazione così ambiziosa?
«La differenza può essere un vantaggio per una assemblea costituente. Dovrebbe essere costituita con un`impronta proporzionale e un tempo definito e potrebbe suscitare lo stesso spirito del `47: anche allora i partiti erano contrapposti tra loro in modo ancora più rigido».
Ma gli italiani hanno detto no alla grande riforma nel 2016, non è troppo presto per riprovarci?
«Il sistema politico italiano va sanato, non si sana cambiando la legge elettorale. Una grande innovazione che potrebbe dare respiro al sistema sarebbe ad esempio attuare l`articolo 49 della Carta, che prescrive regole di democrazia interna dei partiti».
Potrebbe però confliggere con la struttura del M5S vostro alleato di governo. O no?
«Beh, vedo che tutti i movimenti sono in evoluzione… E poi c`è il grande tema della sicurezza della nazione. Siamo circondati da guerre, Libia, Siria, tensioni tra Israele e palestinesi, Libano. Bisogna pensare alla difesa dell`Italia, che non può che passare da un esercito europeo. E la più grande ferita fu nel 1954 quando la Francia ne ha bloccato la costituzione. Insomma, il governo deve governare il quotidiano, ma darsi mete di lungo periodo».
Intanto, Zingaretti vuole rifondare il Pd. Operazione di facciata per far rientrare Bersani e catturare le Sardine nella grande nuova rete?
«Intanto l`idea di scioglimento non esiste. Il nome Pd è bello e lo terrei. Detto questo, le Sardine dimostrano che c`è una parte consistente degli italiani che ha voglia di politica. Sono persone in cerca di una collocazione, di un punto di speranza, di una casa. E in tal senso il Pd deve dimostrarsi accogliente e sentire che ha una responsabilità di dare una risposta a queste aspettative. Dobbiamo essere un partito che vuole crescere e aprirsi, non per tattica ma per convinzione, dimostrando di voler ascoltare molto e accogliere. Dobbiamo mettere tutto questo nel Dna del partito».
Il sì di LeU fa pensare ad un ritorno a casa di Speranza e compagni. Lei sarebbe contrario?
«Con la sinistra i punti di contatto ci sono, altrimenti non avremmo fatto un governo insieme. Veniamo da una sola radice perché le differenze sono state date da una scissione. Ma finora noto che nessuno ha fatto richieste né offerte».
Ex renziani come il suo collega Andrea Marcucci però dicono no ad operazioni nostalgia.

«Mi sa tanto di titolo per Sanremo. Dovremmo parlarci più chiaro. Se vuol dire che lui è contrario alla ricostituzione del Pci, sono d`accordo. Casomai se ho qualche nostalgia, è per la classe dirigente della politica italiana di trent`anni fa…».
Si potrà arrivare a breve ad una sola forza Pd-M55 se ci fosse una scissione nel Movimento?
«Chi vivrà vedrà. Così come sono molto contrario alle scissioni, non amo le annessioni. Siamo un partito in cui chi crede nei valori del Pd è benvenuto, ma niente annessioni».


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