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Riforma elettorale: più rappresentatività con il proporzionale - intervento di Nicola Corea

11 Gennaio 2020


 

La maggioranza ha appena depositato alla Camera una proposta di riforma elettorale. Il testo ha avuto l’approvazione di tutte le forze di maggioranza, ad eccezione di Liberi e Uguali, che si oppone alla prevista soglia di sbarramento al 5%.

I punti chiave della proposta sono l’abolizione dei collegi uninominali, un impianto decisamente proporzionale con soglia di sbarramento nazionale fissata al 5% e previsione di un diritto di tribuna.

Cambio di rotta rispetto al passato con l’obiettivo di garantire una più adeguata rappresentatività senza rinunciare alla stabilità e governabilità, ispirandosi al sistema elettorale tedesco.

Netta l’opposizione della Lega di Salvini e di Fratelli d’Italia, che invece preferiscono un sistema maggioritario e parlano di “ritorno alla palude della Prima Repubblica”.

La proposta di riforma, che andrebbe a sostituire il “Rosatellum”, è stata già ribattezzata “Germanicum”, considerate le affinità con il sistema elettorale tedesco. Il testo è stato depositato dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia e prevede 3 articoli per un totale di 10 pagine.

La proposta prevede che i 400 seggi alla Camera e i 200 al Senato siano assegnati secondo il metodo proporzionale con soglia di sbarramento al 5% garantendo, tuttavia, il diritto di tribuna, per non penalizzare i partiti più deboli che non otterrebbero alcun seggio e per garantire il giusto ruolo alle minoranze in una democrazia. Infatti, questi ultimi potranno entrare in Parlamento anche se sono al di sotto della soglia del 5% a condizione che ottengano un risultato significato a livello regionale.

Nel nuovo sistema trova posto la lista bloccata, come prevede già l’attuale legge elettorale, vale a dire che l’ordine dei deputati e dei senatori eletti dipenderà dall’ordine di presentazione delle singole liste elettorali. La maggioranza, però, ha dichiarato che questo punto potrà essere rivisto in separata sede.

Rispetto all’attuale sistema in vigore, la nuova legge elettorale elimina i seggi uninominali – che nel “Rosatellum” rappresentano il 25% dei seggi totali - ed estende a tutti il sistema proporzionale corretto, tranne per il collegio estero e per la regione Valle d’Aosta. Nella regione Trentino Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota proporzionale.

Dei 400 seggi della Camera, 8 spetteranno ai deputati eletti all'estero e dei 200 seggi del Senato, 4 andranno ai senatori eletti all'estero.

Ora parte il dibattito parlamentare con possibili modifiche e miglioramenti sperando che si possa trovare ampio accordo fra le diverse forze politiche.


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