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Legge contro l’Omofobia, Zingaretti: ‘Daremo battaglia, è importante, da approvare in tempi non biblici”

17 Dicembre 2019


Zingaretti nomina Verini e Cenni neo responsabili della Giustizia e dell’Agricoltura del PD



Il segretario del PD in prima linea per approvare in tempi rapidi una legge contro l’omotransfobia.

Si è svolto questo pomeriggio presso la sala Refettorio della Camera dei Deputati un incontro per discutere della proposta di legge contro l’omotransfobia in discussione presso la Commissione Giustizia, a firma Alessandeo Zan, da noi intervistato poche settimane fa.

Presenti al ‘seminario’ il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, la senatrice Monica Cirinnà, l’onorevole Graziano Delrio, la senatrice 5 Stelle Alessandra Maiorino, la docente Luciana Goisis, la psicoterapeuta Margherita Graglia, l’Assegnista di ricerca Antonio Rotelli, Franco Grillini e il docente Angelo Schillaci, oltre ai principali esponenti delle associazioni LGBT nazionali, Arcigay in testa.

Tra gli interventi più attesi, ovviamente, quello di Nicola Zingaretti, segretario PD nonché presidente della Regione Lazio, che ha ribadito la necessità di una legge contro l’omotransfobia, che vada ad estendere la legge Mancino ai reati nei confronti delle persone omosessuali.

Prepariamoci a combattere per ottenere il risultato migliore, sapendo che esiste una maggioranza, sapendo che amiamo la democrazia parlamentare, dove servono voti per approvare testi di legge. Ci sono molti contributi legislativi su questo tema. Il PD c’è, ci mette la faccia, vuole andare avanti e spingerà per andare avanti. Ora si apre una stagione di tempi non biblici, di scelte e strategia, con i doverosi passaggi parlamentari. Bisogna aprire una finestra e chiuderla in fretta. Le leggi hanno il merito di intervenire nello specifico di una condizione, e la valenza di questa legge sta in questo tema. Cambia la vita delle persone, se la legge verrà approvata. Ma queste leggi rompono anche muri, aprendo uno spazio politico dove la società può specchiarsi. Una legge contro l’omotransfobia è importante perché assumerà un punto di svolta, l’apertura di una nuova fase.

Zingaretti ha ricordato come fino a poco tempo fa, incredibile ma vero, persino la violenza contro le donne non avesse una legge specifica, arrivata solo Nel 1996. Prima di allora era un ‘reato contro la morale’. “Una legge fondamentale”, all’epoca, che diede il via allo “svilupparsi di una fase diversa”. Una svolta da ritrovare.

Dobbiamo andare avanti, trovare la massima convergenza possibile, andando ben oltre i confini di una maggioranza. Darsi una tempistica e arrivare fino in fondo. Serve per dimostrare che le cose possono cambiare in meglio, e non in peggio. La legge va approvata perché non c’è dubbio che afferma un principio, ovvero il concetto di mettere prima le persone, che sono individui. Dobbiamo dare sostanza, a tutto questo, mettere al centro della politica la condizione umana. È uno dei fatti concreti che cambia la fiducia delle persone fuori dal palazzo. Passare dagli slogan ai fatti. E’ una battaglia che va fatta dentro il Parlamento e dentro la società. Va costruito un consenso nella società, per rendere anche più chiaro chi si batte e chi non si batte. Per non lasciare sole le persone che necessitano di ascolto. Siamo tornati a rimettere in discussione la discriminazione solo per il fatto di esistere. È utile, questa legge, perché viviamo dentro un tempo storico di capovolgimento della scala di valori dentro la quale si è fondata la democrazia repubblicana dal dopoguerra. Viviamo un tempo nel quale abbiamo la percezione fisica, di crisi antropologica, di restrizione degli spazi della sfera dei diritti sociali e civili. Non possiamo solo resistere, ma trovare gli argomenti, le parole, le persone, gli atti, che ci conducano ad una stagione offensiva. Abbiamo vissuto stagioni in cui la parola d’ordine era uguaglianza, valore delle differenze, mentre ora siamo in una stagione di illusione e di proposta politica culturale in cui esiste un individuo che rappresenta il dominio su tutti gli altri. Il populismo lancia un modello, ovvero un uomo e un popolo, è portatore di un’idea di dominio, che porta a una regressione, ad un restringimento degli spazi. Questa è un’urgenza, basta pacche sulle spalle, bisogna rimettere in ordine la scala gerarchica delle priorità. Individuare obiettivi e provare a vincere. Il cuore del problema, del rischio della crisi democratica è anche legato al fatto che si voglia eliminare nel profondo dello stato d’animo degli individui l’idea che è rimasta una speranza che le cose possano cambiare. Bisogna voltare pagine, rischiare tutti, andare avanti, provarci. Questo è uno dei tanti strumenti che ci diamo per provare a risolvere i problemi reali delle persone, parte di una battaglia culturale e politica per dire a questo Paese che sì, le cose non vanno bene, c’è qualcuno che offre visioni del passato, ma c’è anche un’altra alternativa. Difendere le persone da un’odiosa e drammatica escalation offensiva alla dignità delle persone.


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