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Zingaretti: È tempo di difendere le persone e l’ambiente. Così dovranno essere gli Anni 20 di questo Secolo - intervista de La Stampa

14 Novembre 2019


I democratici sono in Italia il principale pilastro intorno a cui si può organizzare un’alternativa ad una destra fortissima, che a piazza San Giovanni ha fatto una proposta al Paese ben chiara, alla quale occorre dare una risposta molto netta. Il Pd è la principale forza di questa alleanza, non esiste un’alternativa alla destra italiana che non passi da un nostro forte protagonismo: la vera sfida è ricostruire la speranza che le cose possono cambiare




di Paolo Mastrolilli

«Poi ognuno si assumerà le sue responsabilità». Zingaretti è venuto a Washington per visitare la Casa Bianca e incontrare la Speaker della Camera Pelosi, ma commenta l’attualità italiana: «Anche qui a Washington i siti e le tv mostrano le immagini drammatiche di Venezia, che stringono il cuore. Ora tutti uniti per affronta re questa emergenza».

Renzi ha detto che «il nervosismo di alcuni ex colleghi di partito è comprensibile: noi abbiamo un obiettivo che è quello di fare ai dem ciò che Macron ha fatto ai socialisti». Cosa ne pensa? «I democratici sono in Italia il principale pilastro intorno a cui si può organizzare un’alternativa ad una destra fortissima, che a piazza San Giovanni ha fatto una proposta al Paese ben chiara, alla quale occorre dare una risposta molto netta. Il Pd è la principale forza di questa alleanza, non esiste un’alternativa alla destra italiana che non passi da un nostro forte protagonismo. Ogni picconata al Partito democratico è un favore fatto a Salvini. Questa è la pura verità, e quindi più si colpisce il Pd, più si rafforza la destra. Poi ognuno si assumerà le sue responsabilità. Io continuo a credere che non si possa governare tra avversari politici. Quello che l’Italia si aspetta da questo esecutivo è una visione comune, per riaccendere la crescita e indicare un nuovo modello di sviluppo che a mio avviso deve fondarsi su una nuova economia verde. Non possiamo sottovalutare che la destra italiana ha avanzato, vuole avanzare, una sua proposta al Paese. Noi dovremmo farlo nel nostro campo, aggregando le forze migliori della società a cominciare dai territori, dai sindaci».

Ma Renzi in sostanza minaccia di annientarvi. «Io credo che un partito che fonda la propria identità in negativo sugli altri non abbia molto futuro. Io fondo la forza del Pd sulla volontà di costruire una proposta e un progetto per l’Italia, non certo contro le persone con cui governo, e che credo debbano essere coprotagoniste della conduzione di una proposta per l’Italia. Chi fonda la propria forza sulla critica degli altri probabilmente ha poco di positivo da dire su se stesso».

Alcuni le rimproverano troppa tolleranza verso i grillini, ad esempio sull’Ilva. «Il premier Conte ha detto una cosa molto sensata: siamo pronti a reintrodurre lo scudo, qualora risultasse utile a risolvere il caso dell’Ilva. È una posizione che condivido. Poi c’è una manovra economica che in gran parte contiene il programma del Pd: si blocca l’Iva, si tagliano le tasse agli stipendi più bassi, si abolisce il ticket sulla Sanità, dal primo gennaio asili nido gratuiti per la stragrande maggioranza delle famiglie, si rifinanzia industria 4.0, si mettono miliardi di euro per investimenti nel Paese. È l’inizio di una fase nuova e io vedo scelte molto segnate dalle proposte del Partito democratico. Il resto, francamente, lo trovo chiacchiericcio politico».

In Emilia Romagna Salvini sta conducendo una campagna nazionale, e Bonaccini una campagna locale. È la strategia giusta per il Pd? «Si vota per il nuovo presidente, e giustamente gli elettori giudicheranno il lavoro fatto, e chi potrà governare meglio la regione. Bonaccini è stato non solo un ottimo presidente, ma sta impostando la compagna elettorale per il bene dei suoi cittadini, contro le invasioni da fuori di chi dell’Emilia Romagna non gliene frega niente, ma vuole utilizzare questa battaglia per scopi che c’entrano molto con la politica, ma poco con la qualità della vita e il futuro di una regione importantissima per l’Italia».

Se l’operazione di Salvini funzionasse il governo non cadrebbe? «Questa operazione non riuscirà perché vincerà Bonaccini. Il tema poi non è farsi queste domande, ma stare tutti in campo per vincere le elezioni regionali in Emilia Romagna. Il Pd allo stato attuale è l’unico grande partito della coalizione che sarà presente dalla Val d’Aosta alla Sicilia, e questo è il modo con cui si ferma la destra. Spero che lo facciano tutti, perché non si può dire che Salvini è pericoloso, e poi scappare dalle elezioni territoriali per paura di perdere. Questo è davvero triste».

È rassegnato alla fine delle alleanze elettorali con i grillini? «Ogni regione deciderà per conto suo. Ora la cosa più importante è che il governo metta in campo una manovra di bilancio che stimoli la crescita e produca una nuova fase nella vita economica e sociale italiana. Se si lavora bene, è possibile».

Quindi non esclude nuove alleanze con i grillini? «Ho sempre detto dal primo istante che ogni regione ha la forza per decidere autonomamente. Di fronte all’offerta politica della destra, è stravagante negare l’importanza che un altro campo di forze nei sistemi maggioritari a turno unico si organizzi per vincere. Il Pd c’è, e io credo che i cittadini riconosceranno il fatto che siamo l’unico grande baluardo esistente in Italia contro le destre, con una proposta che rivolgiamo a tutto il Paese».

Vede il rischio che si ripetano gli anni Venti del ‘900? «Noi lavoriamo esattamente per l’obiettivo opposto e a Bologna, da domani e fino a domenica, discuteremo di questo, per non ripetere errori del passato. Ci sono alcuni fattori drammaticamente simili: la crisi economica, la ricerca dell’uomo forte, la frammentazione della politica, l’incapacità della politica di capire che occorre fare un salto in avanti netto, per dare una risposta alle persone. Io voglio uscire dalle beghe quotidiane, la vera sfida è ricostruire la speranza che le cose possono cambiare. Questo può sconfiggere le destre, non le divisioni nel campo del centrosinistra o le furbizie, perché se il centrosinistra si divide, lascia come unica proposta quella della destra, e ciò è l’opposto di quanto dice Renzi. Io non voglio distruggere Italia Viva. Non siamo noi che colpiamo il Matteo sbagliato, ma lui che punta l’obiettivo sbagliato. Io lotto contro Salvini, lui contro il Pd».

Così si spiana la strada alla destra? «Lo dice la matematica, prima della politica. E questo rende ancora più forti le ragioni del Pd».


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