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Basta giochi tattici il governo deve durare per cambiare - dal blog di Marina Sereni

04 Ottobre 2019

 

Editoriale breve, questa settimana. Soltanto per rilanciare l’avviso ai naviganti che qualche giorno fa Dario Franceschini aveva consegnato a Twitter a proposito del confronto interno alla maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def.

Questo Governo – almeno nelle intenzioni del Pd e del Presidente del Consiglio Conte – è nato per durare, per dare risposte non solo di emergenza alla domanda di buona occupazione e di buona crescita che è in cima ai desideri e alle preoccupazioni della gran parte degli italiani. Questo Governo – almeno nelle intenzioni del Pd – è nato per cambiare musica. Più soldi per gli stipendi dei lavoratori, asili nido gratuiti per le famiglie meno abbienti, meno sussidi per chi inquina e incentivi per chi si impegna a favore dell’ambiente, lotta seria all’evasione fiscale, un grande piano di investimenti per la green economy: queste sono le linee sulle quali la prossima manovra di bilancio dovrà tradursi in misure concrete e riforme coerenti. Avendo prima liquidato l’eredità del precedente governo e disinnescato l’aumento dell’Iva per la cifra enorme di 23 miliardi: a voler essere corretti si tratta di una gigantesca riduzione delle tasse perché con quei soldi attualmente nel Bilancio dello Stato sono coperte spese come la sanità, la scuola, i servizi pubblici. Bene su tutto questo il Governo e la maggioranza hanno preso una decisione, apparentemente con il parere e il concorso di tutti. Ma oggi scopriamo che per Renzi non basta… Non so se i sondaggi per Italia Viva siano attendibili o meno. Se lo fossero sarebbe da dire che al leader di un partito quotato del 4/4,5 % (e che esprime ben due Ministri) piace molto far credere di avere la “golden share” del Governo Conte. Un governo che fino a qualche settimana – decidendo la scissione dal Pd – diceva di voler addirittura rafforzare.

Non vorrei contraddire autorevoli commentatori ma in un governo di coalizione tutti i partiti hanno la golden shareIl Pd ha scelto di impegnarsi con spirito unitario perché riteniamo che il Paese sia stufo dei giochetti tattici della politica e dei litigi ad uso e consumo dei talk show. E perché pensiamo che in Europa l’Italia possa recuperare credibilità e così favorire riforme utili per la crescita e l’equità sociale anche per il nostro Paese. Il giudizio positivo del Parlamento Europeo sul prossimo Commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni ci carica di responsabilità e apre nuove opportunità. Insomma c’è molto da lavorare. Proprio oggi, durante la presentazione del Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile presentato da ASviS, si è resa chiarissima la sfida che abbiamo davanti. Possiamo fare dell’Italia il Paese più avanzato nell’impegno per attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per ridurre le diseguaglianze, per valorizzare le risorse femminili, per invertire la tendenza alla distruzione del pianeta, per investire nell’innovazione e nell’economia circolare, per avviare una seria transizione verso un modello di sviluppo sostenibile. Per fare questo c’è bisogno di stabilità, serietà, collegialità. Esattamente il contrario di quello che in questi giorni sembra essere il sentiero imboccato da Renzi. Questa avvertenza vale per tutti, ovviamente. Scelte solitarie, annunci fatti solo per poter piantare qualche bandierina elettorale, anche a costo di mandare all’opinione pubblica un messaggio di litigiosità, finiscono per minare la fiducia nella maggioranza, in una situazione in cui i problemi da affrontare sono complessi e nessuno ha ricette miracolose in tasca. Il Pd è il partito della responsabilità e lavoreremo sempre per costruire soluzioni utili al Paese. Ma proprio per questo crediamo di poter chiedere e pretendere da tutti la stessa serietà.


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