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Programma di governo: discontinuità e nuove opportunità - di Nicola Corea

07 Settembre 2019



Il Governo Conte 2 è già operativo. Sono 29 i punti programmatici predisposti dal Presidente del Consiglio, sulla base degli indirizzi condivisi dal M5S, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali.

Le questioni più urgenti sono quelle economiche. Tra breve inizierà la sessione di bilancio, il periodo che tra ottobre e dicembre porterà all’approvazione della legge di bilancio per il 2020. Tra le altre cose, il Governo dovrà trovare 23 miliardi di Euro necessari a scongiurare gli aumenti automatici dell’IVA previsti per l’anno prossimo. 

Una parte delle risorse necessarie per impedire questo aumento arriverà, probabilmente, dai risparmi di spesa per quota 100 e reddito di cittadinanza. Due misure per cui le richieste dei cittadini sono state inferiori alle aspettative. È anche probabile che la Commissione Europea conceda all’Italia margini di flessibilità più ampi. Questo clima di collaborazione con la Commissione è in parte il frutto del cambio di presidente - da Jean-Claude Juncker a Ursuala Von der Leyen - e in parte è dovuto al rapporto di piena collaborazione con l’Italia senza più conflitti e polemiche sovraniste.

L’altra misura che il Governo intende adottare è il taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, cioè la differenza tra quanto spende per ogni lavoratore un’impresa e quanto il lavoratore percepisce in busta paga. Si ipotizza un’estensione degli 80 Euro e un aumento della spesa sociale.

La questione più delicata è l’immigrazione, considerata la pesante eredità del governo precedente. Il PD ha posto tra le condizioni fondamentali per l’accordo, una netta presa di distanza dalle politiche del governo gialloverde e la revisione dei due “decreti sicurezza”, le controverse leggi in materia di immigrazione e ordine pubblico volute dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secondo gli accordi, i “decreti sicurezza” saranno modificati e sarà discussa una nuova legge organica sull’immigrazione, che persegua la lotta al traffico illegale di persone e che garantisca l’integrazione dei migranti.

Altro punto fondamentale è il salario minimo a beneficio dei lavoratori dipendenti, nonchè una norma sull’equo compenso per i lavoratori autonomi e una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni.

Per il Sud, previsto un piano straordinario di investimenti e l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese in tutta Italia e si dedichi a colmare il divario Nord-Sud.

Grande importanza avrà l’ambiente. Nel programma c'è lo stop al rilascio di nuove concessioni per la trivellazione e per nuovi inceneritori.

Poi ancora, riforma della legge elettorale e, sulla giustizia, c'è l'impegno di modificare le norme in materia di elezione dei membri del Csm.  Infine, tutela della scuola pubblica e riconoscimento del diritto di accesso alla rete.

Riguardo all’autonomia regionale, la richiesta di maggiori competenze avanzata da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna non dovrà aggravare ulteriormente il divario Nord-Sud, nè pregiudicare l’unità nazionale.


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