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Franco Mirabelli: Governo e Italia in Europa

06 Settembre 2019

Il commento di Franco Mirabelli a Skytg24 sulla formazione del nuovo Governo, le questioni economiche e il ruolo dell'Italia in Europa


"La differenza rispetto al precedente Governo è che M5S e Lega sono andati avanti per tutta la durata del loro Governo a fare maggioranza e opposizione contestualmente mentre mi pare che oggi il primo dato di discontinuità evidente dal risultato del lavoro di costruzione dell’alleanza e anche dalle cose dette e fatte ieri in Consiglio dei Ministri sia che questo clima non c’è più. Oggi c’è un Governo normale in cui c’è una maggioranza normale, in cui tutti tendono a sostenere il Governo e non a sventolare la propria bandierina di parte considerando il governare una campagna elettorale permanente ma considerando il governare una cosa che deve essere utile al Paese.
In questi giorni c’è già stato anche un altro segnale di discontinuità evidente: ora c’è un Governo che ha un rapporto con l’Europa diverso da quello precedente. Il Governo non è più comandato da chi vuole distruggere l’Europa e questo ha portato al fatto che già oggi ci sia un risparmio di 4 miliardi rispetto al costo del debito pubblico e che metteremo a disposizione degli italiani. Inoltre, pensare di avere Gentiloni al posto di Moscovici è sicuramente un’opportunità per l’Italia e, soprattutto, con questo l’Italia rientra in Europa per cambiare l’Europa con una funzione importante.
Sappiamo benissimo di giocarci molto con questo Governo e lavoriamo fin da adesso per rendere chiaro che la volontà non è quella di fare grandi operazioni e complotti contro Salvini o il centrodestra ma semplicemente quella di dare risposte agli italiani. Il fatto stesso che ci sia già l’accordo affinché nella manovra economica si riprenda il programma Industria 4.0 e, quindi, un’attenzione agli investimenti sull’innovazione, e dall’altra parte ci sia anche l’accordo sul taglio del cuneo fiscale, cioè il far pagare meno tasse ai lavoratori dipendenti e ai ceti medio bassi, credo sia un segnale importante. Non si parla di abbassare le tasse ai ricchi ma di abbassare le tasse a partire dalle persone che lavorano, che sono più in difficoltà, lavoratori dipendenti e autonomi.
Se non c’è più Salvini è perché c’è questo Governo. Se non ci fosse questo Governo ci sarebbe ancora Salvini; ci sarebbero le elezioni che probabilmente vincerebbe Salvini”.

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