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SVIMEZ: Sud sempre più povero. Le conseguenze di un tragico processo di unificazione e di una colonizzazione occulta - di Nicola Corea

02 Agosto 2019


I numeri che emergono dall’ultimo rapporto Svimez sono preoccupanti. Al Sud i flussi migratori sono una vera emergenza. Chi vive nel Mezzogiorno è sempre più spesso costretto a trasferirsi al Nord o fuori dai confini nazionali in cerca di lavoro e stabilità economica. Ben due milioni di meridionali sono emigrati in quindici anni.

Sono più i meridionali che emigrano dal Sud che gli stranieri regolari, che scelgono di vivere nelle regioni meridionali. La costante e massiccia emigrazione dal Sud causa una perdita di popolazione, giovanile e qualificata, generando una prospettiva demografica di spopolamento, che riguarda in particolare i piccoli centri.

Nel 2018 il Sud ha fatto registrare una crescita del PIL dello 0,6%, nonchè un allarmante ristagno dei consumi. Dati impietosi che, tuttavia, non destano meraviglia, dal momento che si tratta di un disastroso processo in atto, ormai, da 158 anni. Dall’Unità d’Italia del 1861, il Sud – un tempo ricco e competitivo – è stato costantemente depredato e colonizzato dal Nord.

Basterebbe ricordare, solo a titolo di esempio, i primati del Regno delle Due Sicilie. Mongiana – piccolo e dimenticato comune calabrese in provincia di Vibo Valentia – eccelleva in Europa nella lavorazione del ferro. Qui, nella prima metà del 1800, furono costruite le rotaie per la prima ferrovia italiana, la Napoli‐Portici e venne realizzato il primo ponte sospeso in ferro d'Italia.

I cantieri metalmeccanici di Pietrarsa sono stati il primo nucleo industriale della penisola, precedendo di 44 anni la nascita della BREDA e di 57 anni quella della FIAT. Dopo l’Unità, cominciò il suo declino.

Il Regno delle Due Sicilie era il primo stato preunitario per quantità di oro conservato nel Banco di Napoli, ben 443 mln, su un totale di 668 messi insieme da tutti gli stati preunitari.

Moltissimi anche i primati sul piano culturale e sociale. Basti ricordare che nel 1737 venne costruito il “San Carlo” di Napoli, il più antico teatro d’opera al mondo, aperto 42 anni prima del “Teatro alla Scala” di Milano.

Poi ancora: 1782 Primo intervento in Italia di profilassi antitubercolare; 1783 Primo cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo); 1789 Prima assegnazione di case popolari in Italia (San Leucio, Caserta); 1789 Prima assistenza sanitaria gratuita.

Primo tra gli stati preunitari per numero di orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori e strutture di assistenza e formazione. La più bassa mortalità infantile d’Italia e la più alta percentuale di medici per numero di abitanti.

Ancora: Primo ospedale psichiatrico in Italia (Aversa); Prima nave a vapore nel mediterraneo; Prima illuminazione a gas di una città italiana: Napoli terza, dopo Parigi e Londra; Primo centro sismologico in Italia; Prima nave da guerra a vapore d’Italia, la “Ercole”.

All’Expò di Parigi del 1856, il Regno delle Due Sicilie fu riconosciuto terzo paese al mondo per sviluppo industriale.

Cosa si propone adesso per salvare il Sud, terra della Magna Grecia, della pasta e della dieta mediterranea? La “soluzione finale” – secondo la Lega di Salvini - è l’autonomia differenziata!


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