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Bevacqua: la Calabria non è figlia di un dio minore

07 Giugno 2019

“Ho ricevuto dal presidente Oliverio il riscontro alla mia interrogazione a risposta scritta relativa alle affermazioni dell’ex Commissario Scura sulla sanità calabrese: la risposta illustra dettagliatamente l’operato degli del Dipartimento Salute regionale, soprattutto per quanto riguarda le divergenze evidenti rispetto alle determinazioni della struttura commissariale, del MEF e dell’intero esecutivo nazionale nel suo complesso in merito al recente decreto governativo che rafforza la gestione commissariale del Servizio sanitario della Regione Calabria. Sul decreto ho già avuto di manifestare chiaramente la mia contrarietà: il commissariamento si rivelato un disastro e non si comprende davvero perché lo si deve premiare”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, il quale così prosegue: “Oggi, però, non intendo disquisire fra le diverse e plurime responsabilità:oggi ritengo sia assolutamente prioritario individuare soluzioni. Reparti al collasso; mancanza di personale; persistenza del blocco assunzioni; fatture pagate due e tre volte; l’Asp di Reggio prima sciolta per infiltrazioni mafiose e adesso commissariata per un debito presunto di 400 milioni; dispositivi medicali che per mesi restano inutilizzabili a tutto vantaggio delle strutture private. La sanità calabrese è semplicemente un incubo. E mentre i cittadini di questa disgraziata terra sono privati dei diritti più elementari, a Roma si trastullano in disarmanti e ineffabili giochi di potere. Anzi, di più: corrono veloci verso l’approvazione di una riforma delle autonomie che condannerà ex lege la Calabria a restare per sempre figlia di un dio minore”. “Diradare la nube fitta entro cui volteggiano circoli viziosi e rimpalli di responsabilità – conclude Bevacqua – è un dovere al quale la politica non può sottrarsi. Fra qualche mese si voterà per il rinnovo del consiglio regionale: se il PD, nazionale e regionale, intende realmente competere, deve saper offrire una percorso efficace in grado di trarre fuori dall’abisso la disperazione della sanità calabrese”.       

 


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