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Nicola Zingaretti alla Direzione: una costituente delle idee per costruire l’alternativa alla destra

30 Maggio 2019

“Le elezioni del 26 maggio sono un punto di partenza, ora un nuovo piano per l’Italia. L’onda si può cambiare”

“Nel governo c’è un clima di tregua armata che aumenta l’immobilismo e l’incertezza sul futuro del Paese. Noi vogliamo un nuovo Piano per l’Italia, una nuova speranza. Lavoro, sviluppo sostenibile, scuola. Una Costituente delle idee per dare soluzioni concrete e migliorare la vita delle persone”.

Lo scrive il segretario Nicola Zingaretti su Facebook,  a margine della Direzione nazionale del Partito Democratico.

Le democratiche e i democratici ci sono, Zingaretti: siamo l’unica alternativa al governo - le dichiarazioni dopo il voto

“Non considero il 22,7 per cento delle europee e l’ottimo risultato del primo turno delle amministrative un punto d’arrivo ma, senza trionfalismi, un momento decisivo per cominciare la costruzione dell’alternativa al governo della destra e all’egemonia di Matteo Salvini e della Lega”. Nicola Zingaretti ha parlato oggi, durante la Direzione nazionale del Pd, delle prospettive per il partito e per il Paese, partendo dall’esito elettorale del 26 maggio.

“Il mio ringraziamento va a tutto il partito che si è impegnato per una campagna unitaria che ha messo in moto diverse energie della società. La nostra lista ha favorito unità e suscitato simpatia e curiosità”, ha detto il segretario del Pd, sottolineando che “il nuovo clima è stato il frutto della determinazione di tutte le anime del partito”.

Come coltivare questo patrimonio nell’immediato futuro? “Il quadro, se guardiamo all’Italia, è allarmante. C’è bisogno di coraggio e di scelte forti. Dobbiamo guarda negli occhi la crescita della destra illiberale e per certi versi autoritaria di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, che non possiamo pensare possa esaurirsi autonomamente. Spezzare le contraddizioni della Lega è il nostro primo compito, dobbiamo diradare il fumo delle parole e della propaganda. La destra è la forza che più genera diseguaglianze. L’innalzamento dello spread avrà ripercussioni pesanti sulla vita reale della persone, la flat tax è un favore ai ricchi, quota 100 una forma di tutela di chi le tutele già le ha”.

Compito del Pd, dunque, è costruire una proposta e una narrazione alternative: “Dobbiamo agire da subito, come se la crisi di governo, anche a causa delle debolezze dei Cinque Stelle, possa arrivare subito. Il governo è molto abile a creare illusioni, ma incapace di risolvere i problemi. Per contrastare tutto ciò urge aprire, immediatamente dopo il voto dei ballottaggi, una fase due della nostra azione politica, per mettere in campo iniziative nuove. Diritti per tutti, sostegno alla scuola e all’istruzione, giustizia sociale e rivoluzione verde sono alcuni dei pilastri su cui dobbiamo lavorare per creare un nuovo modello di crescita e di sviluppo”.

Un impegno che il Pd dovrà mettere in campo in Italia e in Europa, “dove – fa notare Zingaretti – l’offensiva sovranista, per fortuna, è stata fermata, ma dove non si può pensare di andare avanti così. Il nostro impegno sarà decisivo per rianimare l’integrazione politica dell’Europa, non possiamo arretrare di un millimetro”.

Per fare tutto questo, serve lavorare per prima cosa all’interno del Pd: “Non possiamo più trasmettere l’idea di un partito poco compatto. L’articolazione che dei gruppi di potere, negli ultimi anni, non ha corrisposto alle aspettative di militanti e amministratori. Il Pd si deve rimettere in discussione, serve una rivoluzione oppure non ce la facciamo. Non dobbiamo e non possiamo affidarci al protagonismo di un leader, al modello Salvini non credo e non crederò mai”. Servono un campo e un partito larghi, plurali, vivi, presenti sui territori e nella rete, “un partito che agisca nella società, che favorisca più partecipazione e lavori all’elaborazione di una nuove e forte cultura politica”.

Zingaretti parla di una sfida collegiale, di una sfida che favorisca il pluralismo delle idee e l’unità degli intenti, “con lealtà, rispetto e fiducia”. Un nuovo partito e una nuova alleanza, “che non si preluda a priori spazi da percorrere e non guardi in una sola direzione piuttosto che in un’altra”. Tutto questo sarà fondamentale per proporre al Paese “un nuovo Piano per l’Italia, per il quale dobbiamo aprire alle migliori realtà della società italiana una grande costituente delle idee, che già ad ottobre, novembre possa dare appuntamento agli italiani per un evento pubblico in cui mettere sul campo la nostra proposta. Insieme – conclude Zingaretti – si può cambiare l’onda di questo Paese”.


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