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Orbán mette alla prova i 5 Stelle sulla democrazia in Europa - dal blog di David Sassoli sull'Huffington Post

10 Settembre 2018

Il silenzio del M5s è assordante. Inutile cercare di capire come si comporteranno mercoledì, quando nell'aula del Parlamento europeo si voterà la richiesta di attivare la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato sull'Unione europea per eccesso di violazioni da parte del governo ungherese. Orbán, in Italia, vuol dire Salvini e le conseguenze del voto potrebbero aprire nuove crepe. E malumori, come quelli emersi sul voto del dossier in Commissione libertà civili quando il rappresentante pentastellato ha sostenuto la posizione anti-Orbán. Da quel momento è calato il silenzio. Il dossier è molto impegnativo e potrebbe portare addirittura alla sospensione del diritto di voto del governo ungherese in seno al Consiglio dell'Unione europea. Una misura straordinaria che comunque obbligherebbe l'Ungheria a rimanere vincolata agli obblighi sottoscritti con i Trattati.

La richiesta di avvio della procedura si basa su un report, preparato e votato dalla Commissione parlamentare, che ha evidenziato come la democrazia e lo stato di diritto in Ungheria siano sotto attacco. Per questo motivo si raccomandano sanzioni. Gli europarlamentari hanno individuato 12 aree critiche che vanno dal funzionamentodel sistema costituzionale e giudiziario alla corruzione, libertà di espressione e di insegnamento, diritti dei rifugiati, migranti, rom ed ebrei. Un governo insomma che deve riconciliarsi con i diritti fondamentali dell'Unione europea.

Domani il premier Orbán interverrà in aula. Chissà se ripeterà i deliri illustrati prima dell'estate, alla Summer open university, quando si è scagliato contro la Commissione europea sostenendo che si tratta di un'istituzione "che lavora per il socialismo europeo". Oppure, quando ha indicato nella sua idea di democrazia dai valori cristiani la strada per combattere lo spirito liberale delle società europee e definendo la sua battaglia "illiberale": "Il prossimo maggio (con le elezioni europee, ndr) potremmo salutare non solo la democrazia liberale e il sistema liberale non democratico, ma anche le élites del '68... Nella politica è il turno della generazione anticomunista, con convinzioni cristiane e con un forte impegno a favore della nazione". Un manifesto che rilancia "Dio, patria e famiglia" come risposta alla società aperta di stampo europeo.

Domani a Strasburgo ci sarà il dibattito e mercoledì il voto. Malumori si registrano in molti ambienti del Partito popolare europeo a cui Orbán aderisce. Numerosi eurodeputati ammettono che voteranno a favore della risoluzione e non è escluso che il Partito popolare decida di lasciare libertà di voto ai propri parlamentari. La battaglia è difficile e l'esito è legato a cosa accadrà all'interno dei vari schieramenti. All'interno dell'Ukip, ad esempio, come si schiereranno i pentastellati? Il loro silenzio non appare molto innocente.



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