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Tra il dire e il fare... la dura legge dei fatti e dei numeri - la newsletter di Marina Sereni

02 Agosto 2018

 

Numeri: i sondaggi continuano a segnalare un forte consenso per il Governo Salvini-Di Maio. Probabilmente sarà così per qualche tempo ancora. Lo sforzo e la capacità comunicativa della propaganda della Lega e del M5S sono imponenti e funzionano.

In queste condizioni stare all’opposizione e fare l’opposizione – per usare una giusta distinzione su cui qualche giorno fa Galli della Loggia si soffermava dalle pagine del Corriere della Sera – è un mestiere difficile e richiede di provare a delineare una strategia, una visione alternativa e non solo le ragioni per essere “contro” i singoli provvedimenti del governo in carica.

Tuttavia credo sia ingeneroso il giudizio di quanti – commentatori e a volte anche qualche esponente del Pd – ci accusano di “non esistere”. Intanto per i fatti in Parlamentograzie agli emendamenti del Pd alcune norme del Decreto Di Maio sono cambiate (i contratti per colf e badanti non saranno più costosi per le famiglie, gli indennizzi in caso di licenziamento con conciliazione saranno aumentati, solo per citare due punti) e, in un quadro che continuiamo a considerare molto negativo – punitivo per i lavoratori a termine e per le imprese – abbiamo fatto e stiamo facendo una battaglia seria, riallacciando anche il dialogo con le forze sociali e con il mondo dei lavori. E ancora: grazie all’opposizione del Pd oggi la Commissione di Vigilanza ha bocciato la proposta di Marcello Foa a Presidente della Rai, mettendo in crisi il tentativo di imporre – fuori dallo spirito e dalla lettera della norma – un uomo di parte, tutt’altro che una figura di garanzia. Altri fatti, fuori dal Parlamento: pur acciaccati dalla batosta elettorale in molte realtà, grazie allo sforzo di tanti volontari, si stanno tenendo affollate iniziative nelle Feste de l’Unità e il segretario Martina sta girando con la segreteria nelle periferie per mandare un chiaro segnale che vogliamo cominciare dall’ascolto e dall’incontro con i luoghi più difficili…

Basta tutto questo? Assolutamente no, siamo ancora scossi e troppo divisi per poter svolgere al meglio il nostro ruolo di principale forza dell’opposizione. Eppure sono in tanti a confidare in noi. Ieri, insieme ai colleghi di segreteria Barbieri, Quartapelle e Spicola, abbiamo incontrato una vasta rappresentanza del mondo associativo e del Terzo Settore per valutare quali iniziative fosse giusto intraprendere per contrastare il razzismo, l’intolleranza, la violenza che vediamo sempre più diventare parte della nostra quotidianità, anche per la colpevole banalizzazione che di questi fenomeni fanno le forze dell’attuale maggioranza. E’ stato un incontro per me utilissimo. Stiamo parlando di soggetti che non hanno condiviso tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni dal governo del Paese e che però – di fronte ai rischi di questa nuova destra – sono assolutamente disponibili non solo a confrontarsi con noi ma anche a condividere – su un piano di autonomia e di pari dignità – una battaglia culturale di medio periodo sui diritti, sull’inclusione sociale, sulla convivenza e l’integrazione. Insomma c’è un’aspettativa e c’è uno spazio per il Pd e per le forze dell’opposizione progressista e democratica se sapremo costruire (non solo ricostruire) un pensiero e un protagonismo diffuso attorno ad una proposta alternativa a quella della destra.

 

Gli orientamenti elettorali sono molto mobili e arriverà un momento in cui l’opinione pubblica – oggi così disposta a farsi convincere dagli slogan – vorrà dei fatti. Finora, oltre alla spartizione dei posti, abbiamo visto rinvii e pasticci, come quelli di Ilva e delle infrastrutture strategiche Tav e Tap, fino all’ultima assurda ipotesi di cancellazione delle domeniche gratis nei musei. Alla ricerca a tutti i costi della discontinuità, questo governo farà pagare al Paese un prezzo alto in termini di credibilità e affidabilità. E i passaggi di questi primi mesi dimostrano che alle prese con i numeri veri, quelli dei costi delle diverse promesse elettorali, il governo giallo-verde entra in tensione. Quando in Parlamento la maggioranza è costretta a bocciare l’emendamento sul “reddito di cittadinanza” per mancanza di copertura, quando la maggioranza boccia l’emendamento per reintrodurre l’art. 18, quando la Ministra Grillo viene in commissione e anticipa – rivolgendosi agli altri Ministri –  che per la Sanità avrà bisogno di molte più risorse, quando i due Vice Premier fanno a gara a rilasciare interviste per ribadire che subito, cioè nella prima legge di Bilancio, dovranno trovare spazio tutte le bandiere delle loro rispettive campagne elettorali – flat tax, reddito di cittadinanza, abolizione Fornero – si capisce che tra poche settimane arriveranno al pettine molti nodi e che per quel momento il Pd dovrà farsi trovare preparato. Proviamo a ritessere i fili con amministratori locali, lavoratori, imprenditori, insegnanti, ricercatori, realtà associative e tiriamo fuori proposte che ci portino un passo avanti anche rispetto alla nostra esperienza di governo. Facciamolo uniti, con spirito libero e capacità vera di ascolto. Ci aiuterà a trovare prima la cifra giusta dell’opposizione e anche a preparare rapidamente un buon congresso.


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