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Ferrari: garantire più sicurezza non è di destra, partiamo da qui per rilanciare il Pd a Pavia - intervista de La Provincia Pavese

20 Luglio 2018

di Fabrizio Merli

Alan Ferrari è entrato in Senato lo scorso in Senato lo scorso 4 marzo, dopo una leislatura alla Camera. Parla del panorama nazionale e locale e di quale direzione sta prendendo il Pd.
Senatore, la Festa democratica di Stradella ospiterà l’ex ministro dell’interno Marco Minniti. Perchè questa scelta?
«Abbiamo invitato Minniti perchè il legame tra sicurezza e immigrazione è un tema molto delicato, e la sinistra non può non affrontarlo. Minniti aveva ridotto gli sbarchi del 30 per cento. Salvini non ha cambiato nulla. Semplicemente, usa le persone come ostaggi senza che vi sia alcuna emergenza nazionale».
Qual è la sua posizione sul tema dell’immigrazione? 
«È un problema di gestione enorme. Non è accettabile, ad esempio, che a Stradella da due anni vi siano cento persone in un tendone senza che siano stati coinvolte in un programma di formazione professionale. E non mi sono inventato io che nel 2050 l’Italia non potrà più sostenere i costi del welfare senza i contributi degli immigrati».
Però la gente ha premiato Salvini e il suo consenso è cresciuto…
«Bisogna essere più bravi del passato per dare riscontro, con i fatti, a una percezione che non è naturale. II tema della sicurezza fisica ed economica non può non essere un tema della sinistra. La sinistra ha dominato la scena del Novecento perchè ha dato diritti ai lavoratori, nel secolo nuovo subisce la cultura egemone di una certa destra».
Matteo Renzi ha un futuro nel Partito democratico?
«Renzi è stato un leader importante per il centrosinistra e per il Pd, ha commesso errori ed è pertanto naturale che nel prossimo congresso non avrà un ruolo di primo livello. Tuttavia sarebbe inutile, nelIo svolgere il difficilissimo compito che abbiamo davanti – trovare il senso della sinistra e del progressismo nella rivoIuzione industriale in atto in questo nuovo secolo – liquidare volgarmente la sua esperienza, anche e soprattutto la forza dell’innovazione su tanti temi che ha portato nel Pd».
Il 5 marzo il Pd disse che doveva tornare tra la gente. A Pavia sono giunte minacce naziste a un centro per l’immigrazione, ma il Pd non ha brillato per reazione.
«Posso dirle che a fronte di episodi come gli adesivi sulle case degli antifascisti e gli attacchi a sedi di Pd e Cgil abbiamo reagito subito. Noi siamo tra la gente che ritiene che i valori dell’antifascismo e della resistenza siano ancora attuali».
Cosa avete deciso sul capitolo sindaco in vista delle comunali 2019 a Pavia?
«Abbiamo governato la città e penso che lo abbiamo fatto bene. Dobbiamo fare bene anche in questo ultimo anno. Il partito sta interloquendo con il sindaco Massimo Depaoli e ora faremo incontri con le associazioni per ripensare il progetto di quattro anni fa, anche allargandolo ad altre forze civiche. A settembre decideremo. Confido che Depaoli sappia fare ancora bene, anche se lui per primo sta facendo le proprie valutazioni”.


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