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Governo: Fassino, programma Lega-M5S può costare caro al Paese

12 Maggio 2018




Lucia Annunziata dialoga con Fassino alla Festa del libro di Torino

La Lega e il Movimento 5 Stelle "stanno lavorando a un programma che e' un misto di velleita' e rischi, che puo' costare caro al Paese". Lo ha affermato Piero Fassino, oggi al Salone del libro di Torino, presentando con Lucia Annunziata la nuova edizione aggiornata del suo libro "Pd davvero". "Tutti i giorni dicono che sono pronti - ha detto - il problema e' su cosa stanno lavorando". Secondo Fassino, con un governo Lega-M5S "il rischio e' molto serio. Si rischia la marginalita' internazionale, in Europa ma non solo". "Inoltre - ha aggiunto - parlano di flat tax, ma quale sara' l'impatto sui servizi ai cittadini? Il sistema sanitario, scolastico e dei trasporti sono garantiti dalla fiscalita'. Come saranno poi garantiti?". "Quando governeranno - ha detto Fassino - dovranno fare i conti con la complessita'. Lega e Movimento 5 Stelle hanno uno sguardo miope, contestano le politiche europee, ma oggi non si puo' risolvere alcun problema solo a livello nazionale". 


Berlusconi: Fassino, battaglia contro di lui è politica 

"Della sentenza del Tribunale di sorveglianza di Milano si prende atto. Facendo politica per molti anni ho combattuto contro Berlusconi. Ma non ho mai usato contro di lui argomenti giudiziari, ho sempre usato argomenti politici". Cosi', Piero Fassino commenta al Salone del libro di Torino, la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano che ha concesso la 'riabilitazione' a Silvio Berlusconi. "La battaglia - ha detto - deve stare sul terreno della politica. Ho sempre sostenuto, tanto piu' quando ho fatto il ministro della Giustizia, che la politica e l'amministrazione della giustizia, siano due campi che devono rimanere separati e che ogni volta che uno interferisce con l'altro si rischia di produrre danni e strappi".

Fassino, scissione non ha mercato, ricostruire identità partito

"Oggi una scissione nel Pd non avrebbe mercato. Mi auguro che non ci sia nessuno che la pensi ne' che la faccia". Lo ha affermato Piero Fassino, oggi al Salone del libro di Torino, presentando la nuova edizione aggiornata del suo libro "Pd davvero". Rispondendo a Lucia Annunziata che gli chiedeva della paura di una possibile scissione nel Pd, Fassino ha risposto: "Penso che anche la scissione sia un modo di guardare alla politica di un altro tempo. Le scissioni si facevano quando i partiti erano ideologicamente fondati, strutturati e organizzati. Scissione voleva dire che un pezzo si staccava, portava con se' la sua struttura, la sua organizzazione, la sua base ideologica". "Oggi - ha aggiunto - chi la fa non porta a casa nulla e fa un danno a chi la subisce. Abbiamo avuto una scissione fatta da persone politicamente tutt'altro che sprovvedute, come D'Alema, Bersani, Boldrini. Hanno raccolto una minoranza marginale. Perche' la scissione in quanto tale non paga". Secondo Fassino "c'e' invece il problema di ricostruire un'identita' del partito, un suo progetto politico". 
 

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