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Rosato: noi alternativi a Lega e M5S. Ma non rifiutiamo nessun confronto - intervista del Corriere della Sera

17 Aprile 2018

«Noi siamo alternativi alla Lega e ai M5S».
 

Voi del Pd non fate che ripeterlo, Ettore Rosato. Ma Di Maio e Salvini non si mettono d’accordo e il Paese ha bisogno di un governo.

 
«Le uniche decisioni che abbiamo assunto all’unanimità dicono che siano alternativi e, da allora, non mi sembra di aver visto nulla che dovrebbe farci cambiare idea».
 

Se Mattarella darà l’incarico a una figura autorevole per uscire dallo stallo, il Pd farà la sua parte come dice Fassino?

 
«In un partito plurale si possono avere idee diverse. Ma la Lega dice no ai nostri voti, anche se nessuno glieli ha offerti. I M5S dicono che noi o la Legasiamo la stessa cosa e che votare il governo Di Maio potrebbe essere per noi occasione di redenzione. Tutte cose che confermano la correttezza della sua posizione».
 

Sarà Renzi, con un colpo a sorpresa, a far scendere il Pd dall’Aventino?

 
«Brillanti invenzioni giornalistiche, che si scontrano con la realtà dei fatti».
 

Non ha ragione Carlo Calenda, quando propone un governo di transizione sostenuto da tutti i partiti per affrontare l’emergenza?

 
«Calenda aveva annunciato di strappare la tessera in caso di un governo con i M5S e noi ci teniamo moltissimo alla sua tessera».
 

Ormai ironizza, dice che a Calenda vengono meglio i tweet. Perché voi renziani siete così severi con lui? Temete si voglia candidare?

 
«Ho stima di Calenda e capisco la sua provocazione, che tende a sbloccare lo stallo che M5S e Lega stanno provocando. Richiamarli al senso di responsabilità da parte sua è stato utile».
 

Perché continuate a trincerarvi dietro la parola opposizione, quando non c’è una maggioranza alla quale opporsi?

 
«Io non parlo di opposizione, dico che siamo alternativi a M5S e alla Lega. Vedremo se qualcuno sarà in grado di fare un governo. Nel frattempo, pur nell’ordinarietà dei suoi poteri c’è Gentiloni, che fa bene il suo mestiere».
 

Per un partito che si dichiara di governo, non è un controsenso questo immobilismo?

 
«Per essere un partito di governo ci vuole un mandato elettorale».
 

Non in un sistema proporzionale.

 
«Certo, ma noi non ci tiriamo fuori dalle responsabilità, diciamo solo che non si può fare un governo con chiunque pur di far un governo».
 

E con Giorgetti premier, un governo si può fare?

 
«Berlusconi era all’opposizione del nostro governo e ha fatto fallire le riforme costituzionali che oggi avrebbero impedito questa impasse. Con Salvini e Meloni, poi, siamo lontani anni luce».
 

Perché allora Lotti e Gonfalonieri, rispettivamente braccio destro di Renzi e di Berlusconi, si vedono a pranzo?

 
«Anch’io vado a pranzo volentieri con Giorgetti e con Di Maio per parlare di politica, ma non ci faccio necessariamente un governo. Noi non abbiamo mai rifiutato il confronto con nessuno, siamo solo rispettosi dei passaggi istituzionali che competono al capo dello Stato».
 

Se Mattarella desse un incarico esplorativo a Casellati o a Fico, non avreste difficoltà a tirarvi indietro?

 
«Nessuna difficoltà, punto. Ma lasciamo al presidente la possibilità di fare il suo lavoro senza interferenze».


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