Registrati

Privacy

Informativa ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La raccolta e il trattamento dei dati sono effettuati limitatamente ai fini connessi alla gestione operativa e amministrativa del servizio. I dati sono trattati con strumenti informatici e telematici e non saranno comunicati a terzi. Il titolare del trattamento è AreaDem.
* Acconsento al trattamento dei miei dati personali
Log in

 
Registrazione al sito - Login al sito

Siria: Toia, Ue e diplomazia indispensabili per fermare la tragedia

14 Aprile 2018



"Una risposta internazionale all'ignobile attacco con armi chimiche contro donne e bambini e' doverosa, ma deve concentrarsi sullo sforzo diplomatico e politico coinvolgendo tutti i maggiori partner mondiali che oggi invece giocano, ambiguamente e irresponsabilmente, una loro partita di affermazione e di potere e offrono cosi' al regime di Assad una copertura e spesso un supporto. E' quanto mai indispensabile percio' sostenere gli sforzi diplomatici e l'unitarieta' dell'azione dell'Europa, a partire dalla riunione dei ministri degli Esteri di lunedi' prossimo e dalla seconda Conferenza sulla Siria che si terra' a Bruxelles il prossimo 24 e 25 aprile, che deve essere l'occasione finalmente efficace per imboccare una strada che blocchi gli orrori di una cosi lunga guerra e le sofferenze della popolazione civile. L'iniziativa dell'Europa presuppone una strategia piu' lungimirante degli attacchi missilistici decisi dagli alleati o di un cinico disimpegno filorusso, che coprirebbe le evidenti responsabilita' di Putin". Lo afferma in una nota la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia TOIA. "In una delle fasi piu' drammatiche della crisi siriana l'Italia affronta la situazione senza un governo nelle piene funzioni - aggiunge -. Dai cosiddetti vincitori delle elezioni vi e' silenzio o parole a meta'. Condannare la guerra in Siria e la linea degli attacchi missilistici non basta e puo' diventare un'ipocrisia se non si e' in grado fornire una valida alternativa diplomatica. Oggi l'Italia dovrebbe avere una voce forte e farsi promotrice in Europa di una iniziativa comune. Purtroppo pero' l'Italia paga, anche a livello diplomatico e internazionale, il prezzo del No a referendum del 2016 che ci condanna a essere un Paese perennemente instabile e quindi irrilevante". 


Commenta... oppure


torna su

Agenda

DoLuMaMeGiVeSa
1
23 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31

Nuovi italiani

Rassegna stampa