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Si è alimentata la narrazione che il Paese è in declino ma non è così - intervista di Affaritaliani a Franco Mirabelli

23 Febbraio 2018

 

 
Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, è candidato nel proporzionale di Milano. Ad Affaritaliani.it Milano spiega: "Si è alimentata negli anni la narrazione che il Paese è disperato, è in declino. Ma non è così".
E allora, com'è? Tutto bene?
Non tutto bene. Però iniziamo a dire che nei mercati, parlando con la gente, c'è un paradosso verificabile in pochi minuti. Se uno chiede alle persone se la loro vita è migliorata tra il 2013 eoggi, tutti dicono di sì. Se invece chiedi loro se la società, se la collettività è migliorata, allora ti dicono di no. Insomma per loro il Paese è peggiorato, le vita singole sono migliorate.
Come se lo spiega?
In questi anni hanno lavorato forze che hanno alimentato questa idea. Questo produce anche insicurezza, rancori, difficoltà. Però rispetto a quello che si dice, il clima non è negativo e migliora spiegando le cose che abbiamo fatto, che danno credibilità alle proposte che facciamo. Sono fiducioso: la gente non dà credito ad altre proposte politiche che non siano le nostre. Quello che mi preoccupa è l'astensionismo.
Quindi Milano premierà ancora una volta l'offerta del Pd renziano?
Milano premierà ancora una volta il Partito Democratico che ha governato questo Paese investendo sul futuro. Rimettendo l'economia nelle condizioni di competere. La nostra realtà è quella che più è competitiva sullo scenario internazionale, e premiare il lavoro fatto in questa direzione.
Però a livello di narrazione, c'è da recuperare terreno. Quale potrebbe essere la strategia?
Quella di raccontare le cose che hanno fatto i governi a guida Pd e i risultati che hanno raggiunto, senza enfasi, senza commettere l'errore di dare l'idea che pensiamo di aver risolto tutti i problemi del Paese. Perché i problemi del Paese sono tutti là, ma noi in questi anni abbiamo dimostrato di saper mettere in campo soluzioni e i dati ci dicono che queste soluzioni hanno prodotto miglioramenti. Per questo è importante continuare questo percorso di riforme e non interromperlo, proprio per fare in modo che la ripresa economica si traduca in benefici per le persone, soprattutto più deboli. Non posso non ricordare che la disoccupazione è diminuita grazie all'azione del governo, che la povertà è alta ma che abbiamo fatto una legge contro la povertà e che i dati sull'economia, l'industria e l'export ci dicono che questo Paese ha cominciato a riprendersi. Il governo Gentiloni è l'esempio più riconosciuto di questo percorso che dà credibilità alla nostra azione di governo ed è la risposta di governo a chi i problemi li vuole cavalcare anziché risolverli.
Secondo lei le regionali sono ancora una gara aperta?
Giorgio Gori ha la possibilità dopo 23 anni di vincere in Regione Lombardia. Mi pare che in questi mesi abbia conquistato molti consensi. C'è una differenza enorme tra lui e Fontana, in termini di competenza, conoscenza dei problemi, elaborazione delle proposte, e soprattutto i sono convinto che Gori sarà premiato nelle grandi città ma ha fatto un lavoro importante anche sui piccoli centri e là non ci sarà il divario che l'altra volta ci ha condannato alla sconfitta elettorale.
 

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