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Uranio: Scanu, prof. Trenta conferma la correttezza della Commissione

13 Febbraio 2018



"Ricevo con soddisfazione la sua mail che conferma, ancora una volta, la correttezza del lavoro portato avanti dalla Commissione che presiedo". Lo scrive il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, Gian Piero 
Scanu, nella sua mail di risposta al professor Giorgio Trenta, presidente dell'Associazione italiana di radioprotezione medica, che aveva preso le distanze alle sue parole citate nella Relazione finale dell'organismo relative al nesso causale tra esposizione all'uranio ed insorgenza di patologie tra i militari. "Certo - rileva Scanu - resta da chiedersi come mai alcuni esponenti dell'informazione e del mondo scientifico, come lei scrive nella sua mail, abbiano sentito il dovere di 'malinformarla' e convincerla a smentire quanto da lei affermato in una perizia giurata da noi riportata in maniera letterale". Nella sua e-mail rivolta a Scanu, Trenta spiega che il testo della relazione "riporta testualmente quello che e' il mio convincimento e che ho in realta' espresso e cioe': 'la responsabilita' dell'uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori'. Questo in effetti e' quanto ho sostenuto, sia nella perizia da Lei citata, sia nell'audizione in Commissione. La prego di perdonare il fracasso inutile creato da informazioni errate, che cerchero', per quanto mi e' possibile, di contrastare". "Quello che piu' dispiace - sottolinea il presidente della Commissione - e' aver visto come lo Stato Maggiore della Difesa, cioe' i nostri generali piu' alti in grado e con maggior grado di responsabilita', abbiano scelto di sfruttare la sua dichiarazione usando una terminologia offensiva per l'intero Parlamento, definendo 'inaccettabili' i contenuti esposti nella Relazione conclusiva dei lavori, che pure loro conoscono molto bene. Sarebbe interessante sapere anche chi ha fatto pervenire alle agenzie il testo della sua smentita. Ancora di piu' colpisce - aggiunge - come esponenti politici di tutti i livelli abbiano sentito il dovere di difendere, utilizzando tutti gli stessi argomenti sostanzialmente errati, quasi ci fosse stato un passa parola, le nostre Forze Armate da un attacco che non e' mai esistito". 


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