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Crescita, ambiente e dignità del lavoro. Solo noi possiamo continuare su questa strada - la newsletter di Marina Sereni

10 Gennaio 2018



Finita la pausa per le festività natalizie, la ripresa della vita politico-istituzionale quest’anno avviene in un contesto particolare. Il 28 dicembre infatti il Presidente Mattarella ha sciolto le Camere e le elezioni sono state convocate per il 4 marzo. E’ toccato a me ieri leggere in Aula lo speech sui limiti e sulle prerogative della Camera dei Deputati dopo lo scioglimento e comunicare che – a meno di eventi straordinari ad oggi non prevedibili – l’Aula di Montecitorio si riunirà per un’ultima volta il prossimo 17 gennaio solamente per autorizzare la prosecuzione delle missioni internazionali cui l’Italia partecipa.

La campagna elettorale non è ufficialmente aperta, la configurazione delle alleanze si sta via via definendo, la scelta delle candidature impegna i gruppi dirigenti di tutte le forze politiche. In particolare nel campo del centrosinistra, risolta positivamente grazie alla disponibilità di Centro Democratico la questione della presentazione della lista +Europa, si sta costruendo intorno al PD una coalizione con la lista Insieme – composta dal Partito Socialista, Verdi  e Area Civica – e la lista Civica Popolare promossa dall’area di centro riconducibile a Beatrice Lorenzin e Pierferdinando Casini.

L’offerta politica che gli elettori e le elettrici si troveranno sulla scheda il 4 marzo si va dunque precisando: un centrodestra, composto da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e il cosiddetto 'quarto polo', in cui le differenze strategiche nel merito sono tuttora del tutto evidenti e in cui la competizione interna è molto forte; il Movimento 5 Stelle, che per cercare di presentarsi in maniera rassicurante abbandona il linguaggio più consueto dello slogan e del 'vaffa', risultando velleitario, poco credibile e contraddittorio nelle proposte; la sinistra radicale di LeU che, pur di consumare una presunta rivincita nei confronti del Pd, è pronta a fare favori alla destra anche nelle prossime regionali in Lombardia; e poi noi, un centrosinistra nuovo che si aggrega intorno al Partito Democratico dopo un percorso abbastanza complicato e faticoso che spero si concluda nei prossimi giorni con la formalizzazione di un accordo anche con la lista di Emma Bonino +Europa. Resta il rammarico per chi ha scelto la strada della divisione, ma ora si deve giocare per battere gli avversari veri, la destra e il Movimento 5S.

Abbiamo dalla nostra parte la forza dei fatti. Il Governo è avvertito da molti cittadini come una garanzia di concretezza e di equilibrio, i numeri della crescita e dell’occupazione sono decisamente positivi e anche gli indicatori della fiducia delle famiglie e delle imprese migliorano… eppure permangono in ampie aree sociali malessere, sfiducia, pessimismo. Con questo sentimento dobbiamo fare i conti vedendo ogni lato della realtà sociale del Paese, approfondendo i punti di criticità, indicando le proposte più credibili. Mi fermo qui, vi chiedo però oggi di dedicare un supplemento di attenzione agli articoli (da La RepubblicaL’Avvenire e Il Corriere della Sera) qui sotto. In ognuno di essi ho trovato riflessioni e spunti molto importanti, sulla necessità di interventi che puntino alla qualità dignità del lavoro, sugli aspetti demografici, sulla centralità di uno sviluppo che guardi all’ambiente non in modo marginale e riparatorio. Soltanto noi possiamo assumere questi temi seriamente e tradurli in proposte per il futuro perché il lavoro e la crescita sono la bussola del nostro programma e, a differenza degli altri, possiamo dimostrare di averli davvero messi al centro della nostra azione in questi cinque anni.

 


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