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Sereni: salgono redditi e consumi, non sprechiamo i risultati

06 Gennaio 2018



Investimenti, risparmi, redditi, consumi…in salita. Tasse? Al livello più basso degli ultimi sei anni. I dati Istat diffusi in questo primo scorcio del 2018 sono incoraggianti e ci dicono che il terzo trimestre dell’anno appena concluso conferma l’inversione di tendenza dei dati economici del nostro Paese. Va meglio, non bene e riprendendo le parole del capo dello Stato nel suo discorso di fine 2017 e del premier Gentiloni a  commento dei dati dell’Istituto di statistica, i dati positivi sono da consolidare, non da sprecare. Non è da sprecare neanche il miglioramento del deficit nel corso del 2017. Nei primi nove mesi dell’anno il disavanzo pubblico si è assestato al 2,3% sul Pil, in miglioramento di 0,2 punti rispetto all’anno prima avvicinandosi a quella previsione  del Def che vuole il rapporto a fine 2017 al 2,1.

 Non è tutto merito dei governi di centrosinistra che hanno guidato il Paese in questi anni, ma certo è che la ripresa mondiale è stata ben accompagnata da regole volute da esecutivi che hanno saputo indirizzare i segnali sulla strada giusta. Gli ottimisti parlano di benessere, non soltanto più di speranza, ma chi si candida a governare l’Italia negli anni che verranno non può abbandonarsi né a facili entusiasmi, né a promesse irrealizzabili. Il Pd ha dato prova di lungimiranza mettendo mano a norme che hanno rilanciato il lavoro e il mondo produttivo  e sono intervenute nella lotta alle diseguaglianze e alla povertà. Ma ora,  per non ‘sprecare’ i risultati, bisogna non rischiare tutto sull’altare della demagogia e continuare ad offrire al Paese una forza tranquilla e affidabile. Partendo e ripartendo dal lavoro con una proposta di prosecuzione e di attuazione delle riforme che abbiamo fatto e che hanno avviato un percorso di crescita  tangibile per l’Italia.


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