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Atto primo: non abdicare più al rispetto per se stesse - intervento di Annamaria Parente sul Corriere.it

25 Novembre 2017




Leggi l'articolo sul sito del Corriere della Sera

Chissà quante persone, soprattutto donne, si riconoscono in quelle denunce a personaggi famosi, attori, giornalisti, imprenditori, politici. Donne che rivedono nei racconti dei più grandi giornali occidentali la propria brutta storia personale quotidiana di molestie. Eppure molte tollerano. Altre stanno rompendo il silenzio. In ogni caso siamo ad una svolta collettiva. Potrebbe saltare un tappo, l’esercizio di un potere basato sulla lesione della dignità dell’altro. “Ammetto di aver avuto un comportamento non appropriato” dice un noto giornalista americano denunciato da alcune donne. Ma come è possibile? Non dico che tutti gli umani possano avere la nobiltà d’animo di seguire l’insegnamento biblico che ammonisce ad “entrare con i sandali nel terreno sacro dell’altro”, frase bellissima e grandiosa. Ma neanche è sopportabile che quello che di più intimo può nascere tra due persone, come baciarsi, accarezzarsi, toccarsi, debba essere svilito da comportamenti meschini e forzati.

Le denunce ora dimostrano crepe in un ordine disegnato per lo più da uomini, dice Alessandra Bocchetti da questa rubrica. Non ho condiviso alcune parti del suo linguaggio, ma la Bocchetti ha ragione. Troppo spesso le donne sono state in silenzio, accusate addirittura di acconsentire ad atti così poco amorevoli ed appaganti. Denunciare ora significa per chi lo fa non abdicare più al rispetto per se stesse. Al recupero della propria dignità e libertà. È importate per le donne in questa fase storica godere della piacevolezza della propria individualità. Leggere, guardare un film o uno spettacolo teatrale o dedicarsi ad attività gratificanti accresce capacità di autonomia intellettuale e culturale. Essere se stesse interrompe quella catena di infelicità ed umiliazione che tiene ancora legate molte donne in condizioni difficili nel lavoro, nella vita coniugale e sociale. Il manifestare in questi mesi la propria insofferenza da parte di donne per situazioni di prevaricazione suona la sveglia per tutte e tutti. Il tema è il potere, per come lo si esercita e perché lo si subisce. È necessario riflettere su questo, donne e uomini insieme.


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