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Di Biase: Raggi usi il pugno di ferro con i suoi. Roma è ferma, ora basta scaricabarile - intervista al capogruppo Pd in Campidoglio de Il Messaggero

26 Luglio 2017



«Il cambio di rotta lo chiedono i romani. Consiglio al sindaco di utilizzare il pugno di ferro verso la sua squadra, veri sabotatori di un cambiamento che Roma non vede, se non in negativo». Michela Di Biase, capogruppo capitolino Pd, replica così alle parole di Virginia Raggi che, nel forum del Messaggero, ha annunciato un’inversione di rotta.

 

Cos’è, non le piace il «pugno di ferro contro chi rema contro il cambiamento»? Cosa si aspetta?
«Ad essere presi di mira sono i dipendenti delle partecipate del Comune, soprattutto Ama e Atac».

 

Due società che creano non pochi problemi. Non crede sia sacrosanto intervenire?
«Non c’è una parola sulle ripercussioni derivanti dai continui cambi di management nelle due società maggiormente indiziate di inefficienza. Nessun riferimento ai piani industriali, che dopo un anno sono ancora in divenire, e sul bilancio di Atac, più volte rimandato».

 

Ma è indubbio che nella macchina amministrativa ci siano grossi problemi da risolvere.
«Per le sacche di inefficienza la sindaca Raggi dovrebbe quindi guardare soprattutto nella sua squadra. Nessuno nega che Roma sia una città complessa da governare, ma in un anno abbiamo continuato solo a sentire lo stesso refrain: “stiamo lavorando e abbiamo bisogno di tempo”. A più di un anno dalla elezione di Virginia Raggi Roma è ferma».

 

Entro venerdì va approvato l’assestamento di bilancio. Come lo valutate?
«Il bilancio della Capitale è definito dall’Oref instabile e fragile perché non sono state ancora definite le dismissioni dei pacchetti minoritari di alcune partecipate, non è stata fatta la ricognizione dei contenziosi, si rischia un ulteriore aggravio dei debiti fuori bilancio e non si è provveduto ad aprire un confronto con il Mef sulle aziende».

 

Ancora più urgente è fronteggiare le emergenze siccità e incendi. La sindaca ha chiesto l’aiuto del Governo.

«Lo scaricabarile come su Castel Fusano o l’emergenza siccità è la pratica costante di una amministrazione che naviga a vista nella nebbia sempre più fitta dell’assenza di progettualità. Una navigazione contraddittoria, fatta di continue correzioni di rotta, che mina alla base la continuità amministrativa e in più di qualche caso va a finire sugli scogli».

 

Si poteva davvero fare di più, in un anno di governo?
«Nessuno ha mai preteso la bacchetta magica dalla sindaca, ma è insopportabile
la presunzione di infallibilità di cui si ammanta la giunta M5S, anche di fronte all’evidenza di un degrado che avvolge inesorabilmente la Capitale e i suoi cittadini».

 

Crede che l’opposizione si stia muovendo in modo efficace?
«In questi mesi il Pd non ha mai rinunciato ad essere propositivo, rilanciando su tutti i settori proposte per migliorare la vita quotidiana dei romani. Purtroppo dal M5s sono arrivati soltanto chiusure e rifiuti».


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