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Pd, Mirabelli: Renzi non è in discussione ma apra al confronto interno - intervista di Affaritaliani.it

28 Giugno 2017



di Alberto Maggi

"Nessuno sta discutendo la segreteria di Renzi. Punto". Con queste parole il senatore Franco Mirabelli, vicinissimo a Dario Franceschini, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le affermazioni del ministro Lotti sulla situazione all'interno del Pd ('Renzi votato da 2 milioni di italiani. Fine della discussione').
Ma Renzi ha commesso degli errori, d'altronde lo stesso Franceschini ha affermato 'così non va'...
"Si è detto che bisogna aprire un dibattito interno, ma nessuno ha messo in discussione Renzi, la sua segreteria e la legittimità della sua segreteria. Siccome c'è un hashtag che dice 'cambiare insieme', che è quello del congresso vinto da Renzi, insieme dobbiamo ricostruire questo percorso. Ma nessuno mette in discussione i due milioni di voti delle primarie e la piena legittimità del segretario".
Cosa intende per aprire una discussione? 
"Penso che dobbiamo discutere in tutti i modi in cui è possibile farlo. C'è un risultato elettorale che richiede una riflessione seria sapendo che ci sono alcuni punti di disaccordo. Ma da qui a mettere in discussione l'esito congressuale o il sostegno al segretario ce ne passa".
Lei ritiene che il Pd debba lavorare ad un'alleanza con l'area di Pisapia e Bersani? 
"Dobbiamo prendere atto di un rapporto difficile con una parte di questo Paese, anche con quella parte che ha guardato al Centrosinistra negli anni passati e che ha guardato a Renzi a partire dalle elezioni europee con grande fiducia. C'è un problema, evidentemente, confermato, di rapporto con questa parte del Paese e, oggi, il nostro problema è come ricostruire e su quali basi, su quali programmi e su quali proposte il rapporto con questa parte del Paese. E' evidente che questo percorso non può essere compiuto dando l'idea di una chiusura rispetto ai contributi di parti importanti, di personalità e di soggetti che magari hanno un contributo diverso da dare ma non per questo va rifiutato. Ciò non significa prefigurare la ricostruzione dell'Unione o altro. Nessuno pensa di ricostruire la vecchia Unione o il vecchio Ulivo, bisogna capire come il Pd oggi in una fase nuova con il proporzionale interpreta la sua vocazione maggioritaria che non è mai stata autosufficiente".
Per sintetizzare, nessuno mette in discussione Renzi ma non si chiuda in se stesso, giusto? 
"Si apra alla discussione condivisa, in cui vengano coinvolti tutti e si confrontano anche opinioni diverse".

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